Set 10

NYMEXIl petrolio può essere considerato il principale alimento per le società industriali: fornisce l’energia per farle funzionare.

Per l’Italia questo vale in modo più spinto poiché abbiamo una fortissima dipendenza dall’oro nero e lo comperiamo quasi tutto sui mercati internazionali. Da questo si evince come le oscillazioni dei prezzi, e soprattutto gli aumenti bruschi, creano da noi, più che in altri paesi, problemi economici e finanziari.

Ma chi stabilisce il prezzo del petrolio? Perché questo da un giorno all’altro subisce variazioni, anche notevoli?

Il barile di petrolio è una vecchia misura impiegata fin dalla metà del 1800, quando i pionieri che scavarono i primi pozzi misero l’oro nero nei barili usati per il whisky che contenevano 159 litri di liquido. Sebbene nessuno mette più il petrolio nei barili, la misura viene tutt’ora impiegata.

La città dove si decide il prezzo del petrolio è New York. La borsa dove viene quotato il greggio è il NYMEX, dove sono quotati anche gas naturale, prodotti raffinati, benzina… Le contrattazioni avvengono ancora con il vecchio sistema dei gesti e sebbene di qui passa solo una piccola frazione del petrolio estratto in tutto il mondo, il prezzo che viene fissato è il riferimento per tutti.

Qui viene inoltre quotato un solo tipo di petrolio: il WTI (West Texas Intermediate), un greggio particolarmente pregiato. Poiché la varietà dei petroli è notevole, tutti gli altri avranno un prezzo minore e dipendente dal WTI.

In borsa ci sono non soltanto società petrolifere, raffinerie e industrie che lo vogliono comprare, ma anche società finanziarie, fondi comuni e singoli operatori che comprano e vendono milioni di barili di petrolio, come accade con le azioni di una normale borsa.

Gli operatori finanziari sono i responsabili della maggior parte delle transazioni che avvengono in borsa e con l’avvento di internet possono risiedere negli angoli più sperduti del mondo.

Il mercato del petrolio ha la caratteristica di essere sempre aperto 24 ore su 24. Quando in Europa è notte, ad esempio, il petrolio viene scambiato sui mercati asiatici. Ad inizio giornata, quando ci si aggiorna sulla situazione, sono importanti due fattori: il prezzo di chiusura dei mercati asiatici e il cambio euro/dollaro (il prezzo del greggio è espresso in dollari e sensibili variazioni di valore del cambio possono avere forti ripercussioni sul costo finale). Inoltre è importante anche tener presente i dati economici resi noti durante la giornata. Ma gli indici più importanti arrivano comunque dopo l’apertura del NYMEX, quando in Italia è pomeriggio.

Il mercato del petrolio è caratterizzato da una forte componente speculativa caratterizzato da due elementi essenziali: il primo è dato dagli scambi sul mercato di New York. Ogni giorno più di 300 mila contratti passano di mano in mano e poiché ogni contratto rappresenta 1000 barili, il volume complessivo è di 300 milioni di barili quando nel mondo il consumo quotidiano è di appena 80 milioni di barili. Il secondo elemento è che più dell’80% delle posizioni sul mercato viene chiuso prima della sua naturale scadenza . Ciò vuol dire che meno del 20% dei contratti avrà come conseguenza una consegna fisica del sottostante barile di petrolio.

I dati economici sono molto importanti: se l’economia tira vuol dire che la richiesta di petrolio sarà maggiore e quindi il prezzo aumenterà. Altrettanto importanti sono le quantità di scorte che si trovano nei depositi delle compagnie petrolifere: a maggiori scorte (grande offerta) corrispondono prezzi in ribasso.

Alle 10 di New York (le 16 in Italia) apre il NYMEX e già dal primo andamento si possono fissare le soglie di intervento, cioè i prezzi ai quali comprare o vendere.

Foto | Shiny Things

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