Ago 28

InstallazioneDopo aver imparato come calcolare l’insolazione in un punto, sappiamo mediamente di quanta energia solare possiamo beneficiare. I dati che ci vengono restituiti dalla mappa interattiva del Photovoltaic Geographical Information System considerano anche la presenza di eventuali impedimenti dovuti all’orografia locale, pertanto la pagina che mostra i risultati del calcolo rappresentano l’effettivo orizzonte libero. Intuiamo facilmente che eventuali edifici o vegetazione imponente a ridosso di casa possono creare ombre indesiderate sulla copertura e vanificare ogni possibile progetto.

A meno di pochi e sfortunati casi, supponiamo di trovarci in una situazione normale con un’insolazione sufficiente di almeno 1200-1300 kWh per ciascun kWp installato e con il tetto che non risulti ombreggiato da impedimenti prossimi particolarmente imponenti.

Caso 1: copertura piana (o quasi). Nessun limite nella disposizione dei pannelli.

Caso 2: copertura inclinata ad una o più falde. I pannelli potranno essere disposti solo se la falda su cui intendiamo effettuare l’installazione sia ben orientata.

Orientamento faldaPer questo è necessario verificare bene questa eventualità, cioè che la superficie inclinata sia più o meno rivolta a Sud, grossomodo verso la direzione del Sole al meriggio (mezzogiorno solare), come illustra lo schema nella figura accanto.

Poiché non è sempre facile individuare con precisione il Sud (ora legale, scostamento dell’ora locale dall’ora solare, etc.) possiamo affidarci a Google Earth per verificare se la nostra copertura sia orientata in modo ottimale.

Troviamo dunque su Google Earth la nostra casa e orientiamo la mappa in modo tale che il Nord sia rivolto verso l’alto dello schermo. Le immagini che seguono mostrano in dettaglio come regolare l’orientamento.

Orientamento

Fatto ciò, siamo sicuri che la posizione del sole coincide con il centro del margine inferiore dello schermo e che la direzione di irradiazione vada dal basso verso l’alto della mappa che visualizziamo.

Per coperture che non abbiano particolari giochi di falde e che la linea di colmo comune alla falda in esame sia grossomodo parallela al suolo, possiamo a questo punto valutare se l’orientamento sia ottimale o meno.

Orientamento ottimale:

Orientamento OK

Dall’esempio evinciamo immediatamente ad occhio nudo la condizione ottimale di una falda della copertura dell’edificio. Tale situazione si raggiunge quando, verificate le premesse suesposte, la linea di colmo (intersezione dei piani di falda) è il più possibile perpendicolare alla direzione dei raggi solari.

Copertura mal orientata:

Copertura mal orientata

In questo caso la copertura dell’edificio non è idonea all’installazione di un impianto fotovoltaico. Le falde sono orientate nel peggior modo possibile. La linea di colmo è parallela alla direzione dei raggi solari.

Foto | Rob__

3 commenti »

3 commenti su “Come verificare se il tetto di casa sia adatto per un impianto fotovoltaico”

    paolo bellenghi Scrive:
    13 agosto 2010

    Buongiorno, leggo la vostra dissertazione sul fotovoltaico, che mi pare molto, molto datata. intanto i dati forniti dalla mappa pvgis sono errati per difetto, ritengo perchè basati sul rendimento dei pannelli fotovoltaici e degli inverter di vecchia generazione. così per il mio sito e col mio orientamento, per fare un esempio, il pvgis dà una produzione media nel mese di luglio di circa 38 kw al giorno, quando ne ho prodotti in media 55 con picco di 60. Io sono in grado di confrontare giornalmente la produzione di due impianti, uno da 20 kw picco posto nella bassa modenese ed orientato a sud, con inclinazione ottimale, e l’altro di dieci kw picco posto sempre in pianura ma orientato praticamente ad est, entrambi senza ombreggiamenti, entrambi completamente integrati, con struttura aereata, realizzati dalla stesa ditta con gli stessi moduli monocristallini solterra e gli stessi inverter aurora. il risultato è che l’uno produce praticamente il doppio dell’altro, come è logico che sia, vista la doppia potenza installata, e che le differenze di produzione dovute alla differenza di orientamento, uno a sud e l’altro a est, tra i due non arrivano al 10%. A questo punto mi chiedo come mai andiate affermando drasticamente che i tetti orientati con colmo nord-sud non sono adatti alla installazione di impianti fotovoltaici. E’ ben vero che nelle ore pomeridiane la produzione negli impianti orientati ad est cala, ma è altrettanto vero che al mattino alle otto, ore legale, quindi 7 ora solare, se non ci sono ombreggiamenti il mio impianto è in piena produzione mentre quello della bassa, che riceve i raggi solari alquanto obliqui, ancora dorme. Con altri preventivi ed altri pannelli ed inverter, per arrivare alla produzione ottimale dell’impianto da 10 kw picco, avrei dovuto installare circa 12-14 kw. Credo occorra fare chiarezza ed introdurre altre discriminanti sul tipo e rendimento dei pannelli, sugli inverter e sul tipo di montaggio, aereato o non aereato, che viene effettuato.

    Daniela Scrive:
    1 luglio 2011

    ciao. sapere l’orientamento dei vari tetti mi è molto utile in quanto il mio lavoro consiste nel vedere quali tetti hanno l’orientamento e l’inclinazione giusti. Per cui dopo aver letto il suo articolo ho provato a fare come dice lei, cioè di usare google earth. In effetti secondo il programma, il sud si trova parallelamente alla direzione dei raggi solari, quindi si trova come la seconda immagine da lei utilizzata e, secondo lei, non è idoneo. Ho ricevuto però un sopralluogo del tecnico il quale mi ha detto che il mio tetto è idoneo, poiché ha una delle due falde con inclinazione verso est di circa 30 °. Ciò mi fa pensare che usare google earth non è poi così utile… o mi sbaglio? una volta che ho valutato tramite g.e. l’orientamento del tetto, come faccio a vedere tramite la bussola la giusta inclinazione?

    mauro andreini Scrive:
    4 gennaio 2012

    ho la falda a ovest non lo devo montare l inpianto ftv

Scrivi un commento