Dopo aver imparato come calcolare l’insolazione in un punto, sappiamo mediamente di quanta energia solare possiamo beneficiare. I dati che ci vengono restituiti dalla mappa interattiva del Photovoltaic Geographical Information System considerano anche la presenza di eventuali impedimenti dovuti all’orografia locale, pertanto la pagina che mostra i risultati del calcolo rappresentano l’effettivo orizzonte libero. Intuiamo facilmente che eventuali edifici o vegetazione imponente a ridosso di casa possono creare ombre indesiderate sulla copertura e vanificare ogni possibile progetto.
A meno di pochi e sfortunati casi, supponiamo di trovarci in una situazione normale con un’insolazione sufficiente di almeno 1200-1300 kWh per ciascun kWp installato e con il tetto che non risulti ombreggiato da impedimenti prossimi particolarmente imponenti.
Caso 1: copertura piana (o quasi). Nessun limite nella disposizione dei pannelli.
Caso 2: copertura inclinata ad una o più falde. I pannelli potranno essere disposti solo se la falda su cui intendiamo effettuare l’installazione sia ben orientata.
Per questo è necessario verificare bene questa eventualità, cioè che la superficie inclinata sia più o meno rivolta a Sud, grossomodo verso la direzione del Sole al meriggio (mezzogiorno solare), come illustra lo schema nella figura accanto.
Poiché non è sempre facile individuare con precisione il Sud (ora legale, scostamento dell’ora locale dall’ora solare, etc.) possiamo affidarci a Google Earth per verificare se la nostra copertura sia orientata in modo ottimale.
Troviamo dunque su Google Earth la nostra casa e orientiamo la mappa in modo tale che il Nord sia rivolto verso l’alto dello schermo. Le immagini che seguono mostrano in dettaglio come regolare l’orientamento.

Fatto ciò, siamo sicuri che la posizione del sole coincide con il centro del margine inferiore dello schermo e che la direzione di irradiazione vada dal basso verso l’alto della mappa che visualizziamo.
Per coperture che non abbiano particolari giochi di falde e che la linea di colmo comune alla falda in esame sia grossomodo parallela al suolo, possiamo a questo punto valutare se l’orientamento sia ottimale o meno.
Orientamento ottimale:
Dall’esempio evinciamo immediatamente ad occhio nudo la condizione ottimale di una falda della copertura dell’edificio. Tale situazione si raggiunge quando, verificate le premesse suesposte, la linea di colmo (intersezione dei piani di falda) è il più possibile perpendicolare alla direzione dei raggi solari.
Copertura mal orientata:

In questo caso la copertura dell’edificio non è idonea all’installazione di un impianto fotovoltaico. Le falde sono orientate nel peggior modo possibile. La linea di colmo è parallela alla direzione dei raggi solari.
Foto | Rob__
Argomenti correlati
- Ottenere il massimo incentivo dal Conto energia per un impianto fotovoltaico
- Come scoprire i trucchi e gli inganni nel contratto dell’impianto fotovoltaico
- Il nuovo conto energia in poche e semplici parole: come risparmiare sulla bolletta e guadagnare col fotovoltaico
- Fotovoltaico: compriamo italiano!
- Come funziona un collettore solare parabolico




