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	<title>Commenti a: I costi del solare termodinamico</title>
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		<title>Di: Paolo Harabaglia</title>
		<link>http://www.blogenergia.it/i-costi-del-solare-termodinamico/comment-page-1/#comment-1169</link>
		<dc:creator>Paolo Harabaglia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 18:44:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blogenergia.it/?p=50#comment-1169</guid>
		<description>Rompendo per una volta la regola dell&#039;anonimato del nostro blog, sento il dovere di risponderle in prima persona, data l&#039;importanza e la delicatezza degli argomenti.

Prima di tutto come avrà notato gli interventi risalgono a parecchio tempo fa. Il motivo è semplice: Blogenergia non è morto ma la crisi economica mondiale ci ha imposto una pausa di riflessione, in pratica volevamo capire cosa stesse succedendo. È evidente quindi che alcuni commenti sono datati.

Iniziamo dal concorrente principale, il fotovoltaico. Oggi ancor più che in passato, anche sulla base del monitoraggio di alcuni impianti in Italia meridionale, sono convinto che sia un pessimo investimento. È vero, i costi sono scesi ma lei deve considerare le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria (cambio dell&#039;inverter a metà della vita utile) e le perdite di prestazione del sistema nel tempo. Deve inoltre aggiungere una sostanziosa assicurazione, in quanto i pannelli piacciono particolarmente ai ladri. Per quanto riguarda il rendimento al 75% del 15%, mi spiace ma il numero è vero se lei considera la perdita di efficienza del sistema con l&#039;aumento della temperatura (si ricordi che il pannello è certificato a 25°C e che durante l&#039;estate la temperatura su un pannello facilmente supera gli 80°C), della riflessione sui pannelli, dell&#039;impianto elettrico e dell&#039;inverter.

Per quanto riguarda il termodinamico, le concedo la critica al punto 2, che però non è così essenziale nei siti dove si pensa di montare gli impianti termodinamici (pensi ad esempio al sito dove sta sorgento la centrale di Andasol) e in un certo senso anche le critiche sulle taglie. È ovvio infatti che tali impianti sono estremamente economici se parliamo di taglie di 50-500 MWp.

Stia invece tranquillo che l&#039;impianto di cui parlo non è del tutto immaginario: esiste un piccolo dimostratore volto alla sola produzione di calore (è buono anche quello) basato su tecnologie brevettate (dei cui brevetti sono contitolare) e che sta dimostrando la possibilità di raggiungere anche gli 800°C. Scalata per impianti industriali, tale tale tecnologia potrebbe portare ad impianti del costo di circa 3000 euro a kWp con rendimenti effettivi di circa il 30%. Se poi mi vuole dire cosa significa in tale contesto un kW di potenza, le rispondo che non lo so: nei miei calcoli mi riferisco ad un impianto dotato di superficie specchiante identica ad un&#039;equivalente superficie di pannelli fotovoltaici.

Un impianto termodinamico godrebbe inoltre del vantaggio di poter disporre di una riserva di energia anche nelle ore notturne e, cosa a mio parere più importante, ci libererebbe dalla schiavitù dell&#039;importazione di celle fotovoltaiche dall&#039;estero.

Paolo Harabaglia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rompendo per una volta la regola dell&#8217;anonimato del nostro blog, sento il dovere di risponderle in prima persona, data l&#8217;importanza e la delicatezza degli argomenti.</p>
<p>Prima di tutto come avrà notato gli interventi risalgono a parecchio tempo fa. Il motivo è semplice: Blogenergia non è morto ma la crisi economica mondiale ci ha imposto una pausa di riflessione, in pratica volevamo capire cosa stesse succedendo. È evidente quindi che alcuni commenti sono datati.</p>
<p>Iniziamo dal concorrente principale, il fotovoltaico. Oggi ancor più che in passato, anche sulla base del monitoraggio di alcuni impianti in Italia meridionale, sono convinto che sia un pessimo investimento. È vero, i costi sono scesi ma lei deve considerare le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria (cambio dell&#8217;inverter a metà della vita utile) e le perdite di prestazione del sistema nel tempo. Deve inoltre aggiungere una sostanziosa assicurazione, in quanto i pannelli piacciono particolarmente ai ladri. Per quanto riguarda il rendimento al 75% del 15%, mi spiace ma il numero è vero se lei considera la perdita di efficienza del sistema con l&#8217;aumento della temperatura (si ricordi che il pannello è certificato a 25°C e che durante l&#8217;estate la temperatura su un pannello facilmente supera gli 80°C), della riflessione sui pannelli, dell&#8217;impianto elettrico e dell&#8217;inverter.</p>
<p>Per quanto riguarda il termodinamico, le concedo la critica al punto 2, che però non è così essenziale nei siti dove si pensa di montare gli impianti termodinamici (pensi ad esempio al sito dove sta sorgento la centrale di Andasol) e in un certo senso anche le critiche sulle taglie. È ovvio infatti che tali impianti sono estremamente economici se parliamo di taglie di 50-500 MWp.</p>
<p>Stia invece tranquillo che l&#8217;impianto di cui parlo non è del tutto immaginario: esiste un piccolo dimostratore volto alla sola produzione di calore (è buono anche quello) basato su tecnologie brevettate (dei cui brevetti sono contitolare) e che sta dimostrando la possibilità di raggiungere anche gli 800°C. Scalata per impianti industriali, tale tale tecnologia potrebbe portare ad impianti del costo di circa 3000 euro a kWp con rendimenti effettivi di circa il 30%. Se poi mi vuole dire cosa significa in tale contesto un kW di potenza, le rispondo che non lo so: nei miei calcoli mi riferisco ad un impianto dotato di superficie specchiante identica ad un&#8217;equivalente superficie di pannelli fotovoltaici.</p>
<p>Un impianto termodinamico godrebbe inoltre del vantaggio di poter disporre di una riserva di energia anche nelle ore notturne e, cosa a mio parere più importante, ci libererebbe dalla schiavitù dell&#8217;importazione di celle fotovoltaiche dall&#8217;estero.</p>
<p>Paolo Harabaglia</p>
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		<title>Di: Stefano Bechis</title>
		<link>http://www.blogenergia.it/i-costi-del-solare-termodinamico/comment-page-1/#comment-1164</link>
		<dc:creator>Stefano Bechis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 14:28:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blogenergia.it/?p=50#comment-1164</guid>
		<description>Stupefacente!
Ho alcune osservazioni da fare:
preso atto che l&#039;analisi economica è dichiaratamente fatta su un impianto che non esiste,
1. il rendimento di conversione degli invertitori per impianti FV è superiore al 75% ipotizzato da vio
2. non tenete conto del fatto che il FV usa la componente diffusa e il termodinamico no
3. un impianto termodinamico &quot;domestico&quot; non è sicuramente a pochi anni da noi, visto che le realizzazioni di adesso sono da 10 - 20 MW, a meno che uno non pensi che possa esistere una turbina elettrica da 2 o 3 kW (taglia minima attuale circa 200 kW in ciclo Rankine, ve la vedete nella cantina di casa?)
4. anche in caso di esistenza di una turbina &quot;domestica&quot; da pochi kW pensate avrebbe un rendimento del 35% ??? Una turbina da 1000 kW rende il 27%, immaginate un pò una 500 volte più piccola...
5. i costi di un sistema fotovoltaico nei 25 anni sono già adesso 13,9 centesimi per kWh (dividendo si intende semplicemente costo per produzione...)
6. &quot;Nel caso in cui si realizzassero economie di scala...&quot; nel vostro articolo pare essere appannaggio esclusivo del termodinamico. Invece economie di scala non se ne possono realizzare per il fotovoltaico? No? E la discesa dei prezzi (reale, non immaginaria) tra il 2008 e il 2009 dei moduli FV del 20% in un solo anno, da 4,2 a 3,5 euro / Wp dove la mettete?
Riassumendo i numeri del vostro articolo, tralasciando l&#039;inesistenza dell&#039;oggetto di cui si parla, si possono far ballare allegramente di un - diciamo - 100% in più o in meno, a seconda  di quello di cui si vuole convincere chi legge.
Provateci ancora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stupefacente!<br />
Ho alcune osservazioni da fare:<br />
preso atto che l&#8217;analisi economica è dichiaratamente fatta su un impianto che non esiste,<br />
1. il rendimento di conversione degli invertitori per impianti FV è superiore al 75% ipotizzato da vio<br />
2. non tenete conto del fatto che il FV usa la componente diffusa e il termodinamico no<br />
3. un impianto termodinamico &#8220;domestico&#8221; non è sicuramente a pochi anni da noi, visto che le realizzazioni di adesso sono da 10 &#8211; 20 MW, a meno che uno non pensi che possa esistere una turbina elettrica da 2 o 3 kW (taglia minima attuale circa 200 kW in ciclo Rankine, ve la vedete nella cantina di casa?)<br />
4. anche in caso di esistenza di una turbina &#8220;domestica&#8221; da pochi kW pensate avrebbe un rendimento del 35% ??? Una turbina da 1000 kW rende il 27%, immaginate un pò una 500 volte più piccola&#8230;<br />
5. i costi di un sistema fotovoltaico nei 25 anni sono già adesso 13,9 centesimi per kWh (dividendo si intende semplicemente costo per produzione&#8230;)<br />
6. &#8220;Nel caso in cui si realizzassero economie di scala&#8230;&#8221; nel vostro articolo pare essere appannaggio esclusivo del termodinamico. Invece economie di scala non se ne possono realizzare per il fotovoltaico? No? E la discesa dei prezzi (reale, non immaginaria) tra il 2008 e il 2009 dei moduli FV del 20% in un solo anno, da 4,2 a 3,5 euro / Wp dove la mettete?<br />
Riassumendo i numeri del vostro articolo, tralasciando l&#8217;inesistenza dell&#8217;oggetto di cui si parla, si possono far ballare allegramente di un &#8211; diciamo &#8211; 100% in più o in meno, a seconda  di quello di cui si vuole convincere chi legge.<br />
Provateci ancora.</p>
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