Ago 20

La puntata del 2 maggio 2008 della trasmissione Matrix, condotta da Enrico Mentana, affronta il problema energetico italiano con Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, autori del libro La deriva.

L’Italia per produrre energia consuma tanto gas quanto tutta l’America Latina. I nostri consumi equivalgono a quelli di Turchia, Romania, Austria e Polonia messi insieme: 59 milioni di abitanti che ne consumano per 138 milioni.

Matrix Energia

La bolletta energetica italiana costa 30 miliardi di Euro all’anno. Dell’energia di cui abbiamo bisogno produciamo solo il 12%, per il restante 88% dipendiamo totalmente dall’estero. Di quest’ultima quota, il 76% viene prodotto grazie all’importazione di gas, petrolio e carbone ed il 12% comprato direttamente dai paesi vicini e prodotto da un equivalente di 8 centrali nucleari. Risultato: in Italia l’energia prodotta costa il 60% in più della media europea.

Una serie di “no”, senza valide e strutturali alternative, sono la causa – continua a denunciare la trasmissione – del grosso problema energetico che attanaglia il nostro paese. Dopo la crisi del 1972-73 l’Italia aveva scelto di adottare il nucleare, forte della tradizione scientifica d’eccellenza rappresentata da studiosi come Amaldi.

Il referendum antinucleare del 1987, promosso dagli ecologisti ma appoggiato praticamente da tutta la classe politica, dalla destra di Almirante, ai socialisti di Craxi, ai comunisti di Natta, decretò con percentuali bulgare il no all’energia prodotta dall’atomo. Conseguenze: chiusa la centrale di Caorso, la centrale di Montalto di Castro, costata 6000 miliardi di Lire, mai aperta e riconvertita al termoelettrico. L’abbandono del nucleare è costato all’Italia ben 20 miliardi di Euro.

Anche l’eolico trova problemi. Mentre in Spagna sono in funzione 15000 torri, l’Italia ne conta appena 2700, nate tra iter burocratici lunghi e farraginosi che continuano ad ostacolarne l’ulteriore sviluppo.

Non meno problematica è la costruzione dei termovalorizzatori (il problema dei rifiuti in Campania ne è fresca testimonianza), nonostante il termovalorizzatore di Brescia, sebbene molti giudizi contrastanti, sembra sia il migliore al mondo e produce riscaldamento per interi quartieri.

Poca fortuna anche per il solare termodinamico. Il progetto Archimede, ideato dal Nobel italiano Rubbia, è rimasto sospeso per un anno e mezzo perché lo scienziato nel 2005 lascia l’ENEA per giudizi di incapacità a lui rivolti e si trasferisce in Spagna. Nel febbraio del 2007 Rubbia torna finalmente in Italia e inaugura a Priolo, in Sicilia, il primo impianto solare termodinamico.

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3 commenti »

3 commenti su “Il problema energetico italiano, conseguenza di una serie di “no””

    fausto Scrive:
    11 aprile 2009

    Bello il sito, e peccato per il deserto nei commenti.

    Vorrei segnalare una cosa: il referendum dell’87 non poteva certo chiedere di bloccare le centrali. I referendum italiani sono solo abrogativi, quindi possono al massimo eliminare una legge o una sua parte.

    La richiesta per gli elettori era del tipo ” volete voi abrogare la legge tal dei tali? “.
    La legge in questione, poi abrogata, era quella che accordava ai gestori degli impianti nucleari succulenti aiuti di stato. In effetti ogni produzione energetica è sovvenzionata, ma quella elettronucleare gode dei maggiori contributi, quale che sia la nazione scelta per l’analisi.

    Tutta questa faccenda spiega molte cose sulla stagnazione della produzione di energia atomica che oggi osserviamo nel mondo.

    Anonimo Scrive:
    24 agosto 2009

    Mi sa che è tardino per tornare al nucleo… si doveva farlo ancora durante la guerra fredda giusto per capirci…

    residuos solidos Scrive:
    18 luglio 2010

    Un’alternativa ai problemi ambientali dei rifiuti solidi urbani è la costruzione di impianti di trattamento, i rifiuti solidi per produrre energia elettrica.
    In http://www.redsolenergy.com noi progettazione e costruzione di rifiuti solidi urbani, eliminando così il grave problema dei rifiuti e la produzione contemporanea di pulizia, energia elettrica rinnovabile. Lavoriamo per la costruzione di Europa e America

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