Lug 25

PolicristallinoLa risposta è ovvia: è spaventosamente conveniente. Pochi si rendono conto dei vantaggi offerti dal cosiddetto Conto energia regolato dal Decreto del 19 Febbraio 2007. Esaminiamone i principali aspetti.

In generale quando installiamo un impianto fotovoltaico, ci verrà innanzitutto riconosciuta una tariffa incentivante compresa fra 0,36 e 0,49 Euro per ogni kWh prodotto nei primi 20 anni di esercizio. La tariffa incentivante viene direttamente accreditata sul nostro conto in banca ogni due mesi ed è completamente esentasse. Non vedetela come un metodo per guadagnare: il grosso di questo incentivo servirà a pagare l’impianto. Il valore dell’incentivo riconosciuto dipenderà dalla tipologia e dalla taglia dell’impianto.

Incentivi Conto energia

Il legislatore ha studiato il sistema in modo da elargire incentivi maggiori agli impianti più costosi e minori a quelli di più economica installazione.

Il vero guadagno deriva dalla produzione di energia. Il Conto energia prevede la possibilità di vendita o di scambio: la convenienza maggiore deriva dallo scambio. Per quanto possa infatti sembrare incredibile, non solo ci viene riconosciuta una tariffa incentivante per ogni kWh prodotto (come visto sopra), ma siamo anche liberi di usare tutti quei kWh, quando vogliamo, nell’arco di 3 anni. Questo significa che la corrente prodotta viene immessa in rete e, tramite un apposito contatore, viene calcolata la quantità prodotta. Nel momento in cui abbiamo bisogno di quella energia possiamo riutilizzarla immediatamente, ovviamente senza pagarla, attingendo dalla rete. Anche in questo caso un apposito contatore terrà conto dei prelievi effettuati.

Lo scambio è più conveniente rispetto alla vendita in quanto la corrente viene a costare (IVA e tasse escluse) circa 0.146 Euro/kWh. Se decidessimo di venderla verrebbe invece pagata solo 0.95 Euro/kWh e per di più pagheremmo le tasse sopra. L’impianto deve quindi venire dimensionato opportunamente per produrre, nell’arco dell’anno, più o meno l’energia di cui necessitiamo. L’eventuale energia in eccesso in questo caso verrebbe ovviamente persa.

Il vantaggio per un’azienda è però maggiore rispetto a quello di un privato in quanto l’impianto può essere preso in leasing ed il costo della rata del leasing può ovviamente venire detratto dai ricavi dell’azienda stessa. Va ricordato, ai fini di un corretto computo dell’investimento, che il costo dell’impianto è soggetto ad un’IVA del 10% mentre tutte le altre voci contemplano un’IVA al 20%.

Nei nostri esempi parliamo sempre di realtà meridionali in quanto sono quelle dove oggettivamente le rese sono maggiori.

Scegliamo, a titolo di esempio, un impianto ben costruito da quasi 20 kWp che installiamo sul tetto del nostro capannone. La scelta dei poco meno di 20 kWp è dovuta al fatto che questa è la taglia massima realizzabile senza che vi siano problemi di autorizzazioni. Apriamo una piccola parentesi: 20 kWp significa che i pannelli produrranno in corrente continua una potenza massima istantanea teorica pari a questo valore. In realtà vi sono perdite dovuta alla temperatura, alla diffrazione, all’impianto elettrico ed infine alle attrezzature di conversione in corrente alternata (inverter). Inoltre il sole non è sempre al suo massimo. Il risultato è che il parametro vero, quello che incide sulla redditività dell’impianto è il numero totale di kWh prodotti in un anno. È altrettanto intuibile che un impianto da 20 kWp nello stesso luogo genererà circa 10 volte più corrente di uno da 2 kWp. A chi dovesse sfuggire, ricordiamo anche di non confondere questo numero con il valore dell’impegnativa sul contratto con l’Enel. Sono due cose ben differenti!

Un impianto del genere lo potremmo dunque pagare, al netto di IVA, circa 120.000 Euro. Se otteniamo anche un buon finanziamento bancario all’estinzione del debito beneficeremmo di un ulteriore guadagno che, ai valori odierni (quindi attualizzato per l’inflazione), ammonterebbe ad oltre 75.000 Euro! Rendite del genere le offrono solo i bond argentini!

Come siamo giunti a queste stime? Seguiteci nella prossima puntata.

Foto | Marco Bellucci

Nessun commento »

Scrivi un commento