Ott 15

Ammesso che non si voglia o non si possa variare il nostro mix energetico, sarebbe perlomeno possibile lavorare su una riduzione dei consumi.

Iniziamo con l’esaminare l’efficienza energetica degli edifici. Oggi si parla spesso di classi di efficienza energetica, anche se queste non sono ancora ben state definite. In linea di principio, un edificio in classe energetica A dovrebbe consumare meno di 30 kWh all’anno per m². Tuttavia le differenze climatiche possono influire molto su questo numero ed inoltre, ad esser rigorosi, non viene specificata la temperatura da mantenere all’interno, sia in estate che in inverno.

Tecnicismi a parte, il problema è che gran parte dei nostri edifici sono spaventosamente inefficienti. Facciamo rapidamente un conto di quanti m³ di metano, o litri di gasolio, utilizziamo in un anno. 1 m³ di metano (o 1 litro di gasolio) corrispondono circa a 10 kWh di energia termica. Quindi, sulla base delle nostre bollette, siamo in grado di capire approssimativamente quanti kWh consumiamo in un anno.

Dividiamo il numero appena dedotto per la superficie (in m²) del nostro appartamento/edificio, così da poterci rendere conto del consumo per unità di superficie. Un edificio in classe B dovrebbe consumare meno di 50 kWh per m², includendo pure i consumi elettrici del condizionatore durante l’estate. Immaginiamo quindi che il numero ottenuto dal nostro calcolo sia ad esempio 200 kWh per m². Orbene, intervenendo in modo oculato sui ponti termici presenti (copertura, pareti esterne, serramenti…) potremmo facilmente ridurre di 4 volte la nostra bolletta annua: è poco?

Bisogna dare atto allo Stato e a molte Regioni della particolare attenzione nei confronti del problema dell’efficienza energetica degli edifici, promossa attraverso l’elargizione di numerosi incentivi per le opere di miglioramento. Tuttavia i contributi sono quasi sempre molto complessi da ottenere.

Si potrebbe alternativamente ottenere dei risultati penalizzando gli edifici inefficienti. Nel caso in cui il consumo sia in eccesso, per esempio oltre 50 kWh annui per m², si potrebbe aumentare proporzionalmente il costo dei combustibili ed impiegare queste risorse per premiare quei soggetti che possano provare un improvviso calo dei consumi associato ad una valida certificazione energetica del proprio immobile. Se poi si prevedessero prestiti a tasso agevolato, i risultati sarebbero ben più immediati ed evidenti senza passare per le lunghe e scoraggianti complicazioni burocratiche attuali.

Probabilmente questo è contrario alla logica del libero mercato in cui più si consuma meno si paga ma l’attuale situazione economica italiana richiede delle misure drastiche ed efficienti. Non meno importante è la considerazione che questo tipo di interventi costituiscano un vero e proprio volano per l’economia e mettano in moto un settore, quello delle ristrutturazioni energetiche, essenziale almeno per il prossimo decennio.

Approfondimenti: DIRETTIVA 2002/91/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO sul rendimento energetico nell’edilizia

Leggi anche:
Riflessioni sulla politica energetica italiana – Parte 1
Riflessioni sulla politica energetica italiana – Parte 2

5 commenti »

5 commenti su “Riflessioni sulla politica energetica italiana – Parte 3”

    Pallinof Scrive:
    4 novembre 2008

    “…Io credo che l’acqua sarà un giorno usata come combustibile poichè l’idrogeno e l’ossigeno che la costitiuiscono, usati separatamente o insieme, forniranno un inesauribile sorgente di calore e luce…….”
    Jules Verne: L’Isola Misteriosa
    Io credo invece che l’uomo in passato abbia già sviluppato la tecnologia necessaria a separare i due gas e la piramide di Cheope non è che un esempio di impianto di biotecnologia.
    http://geoponica.myblog.it

    Pannelli fotovoltaci ed energie rinnovabili Scrive:
    1 settembre 2009

    Forse la cosa migliore è iniziare a realizzare obbligatoriamente nuovi edifici con parametri energetici efficienti, come si fa per gli elettrodomestici. Vuoi una casa fatta male, almeno lo sai…

    Marino Scrive:
    19 ottobre 2009

    “Ci troviamo in questo momento storico all’inizio della terza grande rivoluzione industriale.

    La prima fu quella delle macchine, del movimento e dei motori e ci ha portato dal telaio all’aereo; la seconda è stata quella delle comunicazioni, accompagnandoci attraverso due secoli, dal telegrafo al telefonino e dalla radio al computer. La terza grande rivoluzione tecnologica oggi è già in corso: è iniziata la rivoluzione dell’energia, che porterà il singolo individuo a possedere le sue fonti energetiche.

    Nascerà un nuovo uomo potentissimo e più libero.

    Sta accadendo sotto i nostri occhi: senza alcuna scelta politica e senza alcuna filosofia ideologica anzi, in modo quasi anarchico un po’ come nell’epoca delle libertà comunali nell’Italia rinascimentale.

    Noi oggi non possiamo neppure immaginare a quali cambiamenti di vita, ma anche politici e di struttura economica e Statuale porterà questa rivoluzione, ma certamente siamo immersi nel corso della storia e chiamati a dare il nostro contributo.

    Certo, perché ogni singolo individuo divenga proprietario della sua propria fonte energetica, è necessario che la sorgente di questa energia sia naturale, solo in questo modo ci sarà sempre e nella quantità voluta.

    Per questo motivo questa terza grande rivoluzione industriale sarà nei fatti ecologica e saremo costretti ad utilizzare l’energia della natura (certamente ci saranno eccezioni e molte resistenze ed errori, ma saranno inutili intestardimenti privi di sviluppo). Solo sfruttando la forza energetica contenuta in natura e diffusa accanto a noi possiamo realizzare concretamente questo mutamento tecnologico.

    Il sistema f.e.e. s’inquadra in questa filosofia perché si basa sull’idea di recuperare sia il calore di processo sia tutte le altre energie disponibili e latenti per imprigionarle in un ambiente artificiale da cui andremo ad estrarle alla bisogna.

    Siamo all’alba di un nuovo giorno e nulla resterà come prima. Stanno cambiando tutte le idee sulla produzione e sull’utilizzo dell’energia. Serviranno ancora le centrali nucleari? Finirà il petrolio o finirà l’era del petrolio?

    La storia e le nuove tecnologie a disposizione dell’umanità hanno già emesso il loro verdetto: è l’alba di una nuova era, dove gli uomini saranno più liberi e potenti. Le centrali nucleari saranno inutili ben prima di essere finite ed il petrolio ha terminato il suo ciclo energetico. ”

    Marino Piasentà

    alessandro Scrive:
    22 ottobre 2009

    Segnalo un’interessante iniziativa in materia, tra l’altro, di energie rinnovabili.

    http://www.luissbarcamp.it

    Ove la cosa fosse d’interesse, potete scrivere direttamente ai contatti presenti sul sito.

    Grazie

    Saluti

    Alessandro

    Vulcano Scrive:
    19 febbraio 2010

    Direi che la legge da lei suggerita sia proponibile per le sole nuove costruzioni, e che debba dipendere anche dai luoghi in cui gli edifici vengono costruiti.
    In Sicilia, ad esempio, la legge fa risparmiare meno che in Valle d’Aosta…
    E non credo che sia giusto che i cittadini di Pantelleria debbano tenerne conto!

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