Lug 10

Euro incentiviLa necessità di produrre una quota consistente dell’energia nazionale da fonti sostenibili, in ossequio agli impegni internazionali assunti dal nostro paese, ha portato al crescente uso del meccanismo degli incentivi, applicato o in via di applicazione, all’eolico, al fotovoltaico, al solare termodinamico, ecc.

Queste tariffe si basano sull’impiego di un incentivo, ossia sul riconoscimento di una quota fissa, per una durata prestabilita (di 15 o più anni) e per ogni kWh prodotto dall’impianto. La durata ed il valore dell’incentivo dipendono dalla tipologia dell’impianto. Tali incentivi tuttavia hanno, lo vogliamo qui ribadire, una caratteristica in comune: sono riconosciuti tramite legge dello stato per una durata predeterminata ad una tariffa a sua volta predeterminata, che non verrà aggiornata in alcun modo in base all’inflazione.

Ciò significa che qualsiasi piano economico proposto all’acquirente di un impianto del genere, deve contenere un’analisi accuratissima sull’andamento dell’inflazione e dei tassi di interesse. Il piano, per risultare realmente significativo, deve pertanto essere attualizzato. Questo significa che è necessario eseguire i calcoli in termini di valori odierni del danaro, considerando tassi inflattivi realistici (non certo il 2% come propongono molti operatori!). Un paracadute, che può mettere al riparo da molte sorprese, è quello di scegliere una forma di finanziamento a tasso fisso. Il guadagno sarà certamente minore ma ci si metterà al riparo da brutte sorprese.

In misura simile bisogna porre estrema attenzione ai meccanismi legati alla vendita dell’energia. Va infatti precisato che contemporaneamente alla tariffa incentivante (che è esente da tasse e viene pagata direttamente dal GSE) si può scegliere di vendere l’energia prodotta ad una tariffa predeterminata o di scambiarla (lo scambio è accettato per impianti fino a 200 kWp). Concentriamoci sulla vendita, che è quella che può generare sorprese.

Nel caso del fotovoltaico ad esempio, la tariffa di vendita è oggi garantita a 0,095 Euro/kWh. Poiché il valore di mercato dell’energia è di circa 0,07 Euro/kWh, potrebbe accadere che si debba attendere una perdita di valore del danaro pari al 35%, prima di vedere ragionevolmente riconosciuto un incremento di tale tariffa.

Nel caso del solare termodinamico, la situazione potrebbe essere anche più pericolosa. Si parla infatti di una tariffa incentivante riconosciuta per 20 o 25 anni a cui farebbe seguito una tariffa di vendita garantita pari a 0,21 Euro/kWh fino al termine della vita utile dell’impianto (stimata in 30-35 anni). Fra 25 anni però, chi ci garantisce che questi 0,21 euro/kWh saranno ancora interessanti?

Dobbiamo quindi rinunciare ad investire nelle energie alternative? Certamente no, ma è opportuno essere molto attenti. Scegliamo finanziamenti a tasso fisso e assicuriamoci che gli impianti vengano ripagati in tempi ragionevoli. Questo significa che dobbiamo pretendere dei piani economici realistici, assicurandoci che i costi di vendita dell’impianto non siano gonfiati.

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